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Articoli, notizie, report ed interviste in ambito e-learning

Un nuovo modo di insegnare ed un modo diverso di imparare

L’e-learning raccontato dai docenti

a cura di: Franco Baldasso

Se nella scuola pubblica molto spesso l’affermazione dell’e-learning come strumento didattico è ancora tutta sulla carta, molti sono i docenti italiani che hanno compreso per esperienza propria attraverso l’insegnamento on line oppure per semplice curiosità che le nuove tecnologie portano a ridefinire proprio il ruolo stesso dell’insegnante. 
Piattaforme e-learning come Pi.G.Re.Co. permettono ad esempio non solo la flessibilità necessaria per erogare contenuti sempre disponibili per il discente, ma vere e proprie integrazioni alla didattica tradizionale e supporti alle attività di recupero in modalità talvolta più vicine allo studente delle tradizionali lezioni frontali.
Per quanto riguarda le modalità blended infatti, consentono di integrare le stesse lezioni in classe attraverso le comodità e gli strumenti delle nuove tecnologie, mentre per corsi di recupero scolastico possono essere preferite, come abbiamo visto nella newsletter precedente, da persone già adulte che preferiscono questa nuova modalità per ritornare a studiare, in forma diversa e dal loro punto di vista più corrispondente alle esigenze specifiche e personali.

A questi punti fondamentali a favore delle lezioni on line, integrazione delle lezioni frontali, supporto alle attività di recupero, flessibilità per il discente e versatilità degli strumenti informatici per l’insegnamento, vorremmo ora sottolineare un aspetto nuovo, fondamentale proprio nel lavoro congiunto di docenti e tutor esperti in diverse discipline. 
E’ l’aspetto del coordinamento didattico, con le nuove tecnologie più veloce e flessibile, che consente agli stessi docenti con più facilità di cogliere a 360° il processo conoscitivo dello studente, proprio attraverso i nuovi strumenti informatici. 
E’ ciò che emerge infatti anche dalle stesse parole dei docenti Abacusonline, la maggior parte dei quali divide il proprio lavoro tra insegnamento nella scuola pubblica e corsi on line, e quindi capaci di comparare entrambe le esperienze, e di indicare limiti e possibilità delle diverse opzioni. 
Un altro pregiudizio da sfatare è inoltre la supposta “distanza” tra studenti e docenti che l’e-learning comporterebbe: come vedremo non solo gli strumenti tecnici possono superare il problema, ma la stessa competenza specifica degli insegnanti come e-tutor dovrebbe farlo.

Giuseppe è insegnante di igiene, informatica e statistica alla statale e nel centro Abacusonline: “Le due organizzazioni dei corsi sono diverse”, ci racconta, “soprattutto dal punto di vista della programmazione con moduli che vanno anticipati di svariati mesi”. 
Gli stessi tempi divergono, aggiunge Giuseppe, le verifiche vanno corrette in 24’ore ed il contatto attraverso le chat consente un’importante presa diretta con lo studente. “Bisogna stare attenti”, continua il docente, “a non perdere il contatto con il discente: cercare di coinvolgerlo e di farlo sentire allo stesso tempo seguito e partecipe di un processo di conoscenza è una parte importantissima, soprattutto per fargli comprendere i punti fondamentali del programma”.

In particolare Giuseppe sottolinea come il sistema di scambio dei files e delle verifiche permetta di interagire con lo studente, mentre “per la mia materia la lavagna virtuale è utilissima e facile da usare”. 
Se alcuni studenti infine “tendono a nascondersi” attraverso il rapporto mediato della lezione, conclude Giuseppe: “molte volte la colpa è proprio di noi docenti che possono attraverso il forum di discussione collaborare per condividere esperienze ed elaborare strategie comuni per coinvolgere gli stessi studenti”. 
Centrale diventa insomma il momento collegiale e coordinativo, in cui i docenti possono confrontarsi e direzionare gli sforzi del loro lavoro.

E proprio sul forum, oltre che su un diretto coinvolgimento degli studenti, punta l’attenzione Raffaella, docente di Inglese: “Ho seguito l’esperienza Abacusonline nel suo costruirsi fin da quando era sperimentale. Un’esperienza diversa, che ha richiesto un certo impegno e quindi una maggiore soddisfazione”. 
Raffaella ci racconta aver fatto un corso di perfezionamento universitario nel 2001 a riguardo e di esserne rimasta delusa: “il forum era gestito alla buona e le lezioni erano solo scaricabili…” 
Raffaella
sottolinea come la sua professione sia non solo una trasmissione di contenuti: “il mio interesse è anche un lavoro sulle relazioni, lo prevede la mia formazione professionale”.
Avendo a che fare dunque con persone che non puoi subito vedere (ma in questo caso si possono utilizzare le videochat), si devono metter in gioco la capacità di comunicazione e di comprensione della persona aldilà del mezzo, “che non sono le stesse di un corso frontale e devono essere affinate”. 
Anche qui si parla dunque di una diversa esperienza: “tutti gli strumenti della piattaforma sono utili”, continua Raffaella, “i forum, le chat, i messaggi, l’aula virtuale… A mio parere è importante avere un punto in cui lo studente si possa presentare, anche visivamente, per direzionare la migliore strategia anche attraverso un coordinamento con gli altri docenti”.

 “Ho insegnato sia in corsi di supporto frontali che on line”, ci racconta Franco, docente di materie umanistiche, “e devo dire che una parte significativa della strategia formativa non viene meno con i corsi on line: si può comprendere in ogni momento se lo studente segue con attenzione o meno e sta alle tue competenze trovare le giuste strategie”. 
Una certa curiosità aggiunta vede però Franco nei ragazzi più giovani: “l’interesse per l’informatica, in una generazione che l’ha vissuta non come conquista ma come normalità, permette di creare nuovi spazi di attenzione e di curiosità verso la materia non sempre possibili con le lezioni frontali”. 
Soprattutto aggiunge il docente nelle lezioni di recupero per studenti delle scuole superiori “che possono vivere il recupero come una scelta e non come l’ennesimo obbligo scolastico”.

Anche Francesca, che insegna invece diritto, conferma la “maggiore complessità dell’insegnamento on line: è un altro modo di insegnare e si distingue da quello tradizionale per le diverse capacità relazionali necessarie”. 
Competenze che comunque, assicura Francesca, si possono acquisire con l’esperienza diretta. 
Anche attraverso il coordinamento e le esperienze degli altri docenti attraverso il forum “che permette di comunicare velocemente con tutti i docenti per riuscire a capire meglio l’alunno anche attraverso il comportamento con gli altri”. 
Francesca infine sottolinea la comodità di un’esperienza che permette flessibilità di orari anche per gli stesi docenti. 

E proprio sulla flessibilità si concentra Yves, insegnante di francese: “Sono tre anni che faccio corsi on line e devo dire che la flessibilità di orari non mi rende vincolato!” 
Si conferma come il livello della lezione è simile a quello frontale, Yves racconta poi della curiosità verso i nuovi media applicati all’insegnamento: “Quando seguivo la SISS per l’insegnamento del francese i miei docenti già conoscevano il centro Abacusonline. Avevamo infatti seguito nella specializzazione un corso in cui si illustrava come l’insegnamento non era solo erogare contenuti nel proprio settore, ma anche aprire l’orizzonte per rendere più accattivante la lezione”. I nuovi media, il web ma anche la televisione possono essere infatti stimolanti “non solo per l’aspetto qualitativo, ma anche per la quantità di dati possibili”.
Yves, come molti altri docenti, se si sente tuttavia “più legato ai mezzi tradizionali di fare lezione”, riconosce come sia ormai fondamentale l’uso delle nuove tecnologie per l’insegnamento: è anche questo un caso esemplare.

Infatti la consapevolezza ancora una volta è che da una parte  sia necessario una ridefinizione del ruolo stesso e delle competenza del docente, dall’altra di comprendere che l’e-learning non è e non deve essere una mera sostituzione delle lezioni frontali, ma una nuova possibilità ed una nuova sfida. 
Che permette di inserire il discente in un processo formativo dagli orizzonti più ampi, anche per la possibilità offerta di un maggior coordinamento del suo processo conoscitivo.

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