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L’unico modo di frequentare una scuola senza frequentare

I corsi on line nei racconti degli studenti Abacus

a cura di: Franco Baldasso

Una grande curiosità iniziale, ma anche molto entusiasmo. Insieme alla consapevolezza che con i corsi on line è stato possibile trovare il tempo e le modalità per ricominciare gli studi magari dopo anni e arrivare così, finalmente, al diploma di maturità. 
E’ questo il responso generale degli studenti che hanno seguito i corsi on line del centro Abacus, intervistati nelle loro esperienze, nelle loro motivazioni di partenza e nel personalissimo approccio allo studio che hanno imparato a costruirsi attraverso l’e-learning.
 Subito dopo le prime lezioni non si è trattato più di una sperimentazione, ma di un preciso e articolato percorso formativo ed anche un imparare a relazionarsi in modo nuovo. 
Abbiamo cercato di raccogliere qui le esperienze più significative, insieme a difficoltà, dubbi iniziali ma anche le stesse percezioni che gli studenti hanno avuto della propria crescita cognitiva.

Come dicevamo, quasi tutti gli intervistati all’inizio hanno sentito un certo straniamento, a parte ovviamente quelli che (pochi) già avevano avuto esperienze di e-learning. 
L’età anagrafica degli intervistati non è normalmente quella scolare: nella maggioranza dei casi sono persone mature, con lavoro e molto spesso famiglia a carico, che hanno usufruito dei servizi Abacus ed in particolare dei corsi in modalità per lo più asincrona proprio per un’esigenza di tempo e comodità. 
La maggior parte di loro non aveva completato gli studi secondari, e si trattava di ritornare “a scuola” dopo molto tempo, anche decenni. Inutile dire che la situazione della classe tradizionale da una parte spaventava anche a livello psicologico un ritorno allo studio. 
Alcuni di loro, come vedremo, hanno in seguito deciso di proseguire gli studi, anche in modalità e-learning, aprendosi ai corsi universitari.

Considerata la letteratura del settore è emerso inoltre un altro dato sorprendente, sottolineato dai commenti di diversi studenti: proprio attraverso i corsi, ovvero seguendo le lezioni, è cominciata la vera e propria “alfabetizzazione informatica” auspicata dai teorici dell’e-learning invece come preliminare: Ero molto a digiuno di computer inizialmente”, ci racconta Alessandra, che a 41 anni ha preso la maturità, “i corsi sono stati un modo per avvicinarmi ed imparare ad usarlo”, grazie anche alla semplicità del sistema, piuttosto intuitivo e progettato secondo un approccio “user oriented”. 
Alessandra, che segue ora Scienze Infermieristiche all’università, ha lavoro e cinque figli ed ha scelto i corsi on line proprio perché non avrebbe potuto frequentare ogni giorno. 
Ma se deve dire cosa l’ha maggiormente colpita è sulle relazioni personali che punta l’attenzione: “il rapporto che si è instaurato non è stato quello standard docente-discente, ma più familiare che scolastico, e mi ha inoltre permesso di conoscere molte persone”.

E proprio l’aspetto relazionale sentito come fondamentale è sottolineato da tutti gli studenti: Claudia, 48 anni, nonostante partisse da “un pregiudizio per le lezioni on line, dovuto anche dalle esperienze della cerchia di conoscenti”, racconta come si sia sentita “molto seguita, sorpresa dall’assistenza e dalla capacità degli insegnanti e soprattutto dei coordinatori che in caso di necessità potevano dare un supporto anche fuori delle lezioni”. 
Concludendo che “non è vero che con le lezioni frontali la relazione è più facile, dipende anche dalla passione dei docenti”. 

Se Francoise, 41 anni, parla dei corsi come “dell’unica possibilità di frequentare una scuola senza frequentare”, Paola, che ne ha sei in più, ci racconta come, incuriosita dall’approccio didattico “inusuale in Italia”, ha cominciato anche perché “era abituata alla chat”. 
Anche Paola però sottolinea come la competenza relazionale dei docenti sia fondamentale: “la vera differenza è stato il rapporto umano, l’entusiasmo del personale e la possibilità di essere sempre seguiti nei dubbi dell’apprendimento”.
Confermato dunque nelle stesse parole degli studenti la centralità dell’e-tutor nell’intero processo, proprio in virtù delle sue molteplici competenze non solo cognitive, continuiamo ora con un altro aspetto rilevante: l’utilizzo degli strumenti delle nuove tecnologie nel concreto apprendimento. 
Sempre Paola: “il confronto in aula virtuale anche con gli altri studenti è stato sempre utile, mentre poter usare il computer nel lavoro, non solo per consultare le correzioni delle verifiche scritte, velocizza e approfondisce il lavoro nello scritto”. 
L’impaginazione diversa, l’aspetto visivo sono stati strumento cruciali “per esempio nelle analisi dei testi poetici: attraverso la scomposizione del testo è stato più facile imparare”.
Paola parla dei corsi di scrittura e letteratura, ma mentre alcuni  studenti raccontano della sorpresa di imparare insieme nell’aula virtuale, altri studenti ancora, dopo aver conseguito la maturità attraverso i corsi Abacusonline hanno voluto  proseguire negli studi con analoga modalità, ttraverso i corsi erogati dal progetto Nettuno, il progetto e-learning dell’università italiana .  Tali studenti ci descrivo però   una mancanza di  interazione  con i tutor  e con i docenti, una situazione che dobbiamo dire non così diversa dai corsi frontali dell’università italiana… Il materiale didattico scaricabile on line, sia cartaceo che video, molte volte è organizzato da altri professori che non quelli degli esami, provocando spesso disagi. Un altro problema sono inoltre le verifiche,  difficilmente corrette dai tutor, mentre l’autocorrezione automatica  diventa imitativa  in mancanza di  un contraddittorio diretto.
Un’esperienza che insomma paga il proprio essere troppo grande e in qualche modo “lontana” dalle esigenze degli studenti. 
Se da una parte il rischio è la dispersione nel caso in cui i corsi non siano adeguatamente seguiti, dall’altra i nuovi strumenti virtuali permettono di accomunare persone diverse dalle esigenze simili per un lavoro di community autorganizzato. 
Non c’è dubbio che per uno studente che passa dall’esperienza Abacusonline ad un simile approccio l’effetto può essere traumatico.

Ecco infine l’esperienza di Loredana, che da anni vive in Germania, e che pone proprio il problema di quegli studenti residenti all’estero che desiderano proseguire gli studi interrotti: “E’ stata l’unica maniera di seguire la scuola italiana dall’estero, qui in Germania si può seguire in luogo solo fino alla terza media”. 
Loredana, conseguita la maturità, segue ora nella città dove vive, Monaco di Baviera, storia e letteratura americana all’università: “devo dire che per me è stato soprattutto utile la riunione serale in videochat, in particolare per le spiegazioni delle materie scientifiche e gli schemi nella lavagna virtuale”.
Proprio nella molteplicità e nella diversità delle esperienze possiamo trarre alcune conclusioni: se l’e-learning viene sentito come uno strumento nuovo e flessibile che permette un approccio diverso allo studio o addirittura di “ricominciare” a studiare, adatto alle più disparate esigenze, da studenti già entrati nel mondo del lavoro a donne con figli o in maternità, da persone che hanno interrotto gli studi da molti anni o che sono ora residenti all’estero ai diversamente abili, è proprio nel rapporto con i docenti e nella loro competenza che si gioca tale novità. 

L’e-tutor deve essere insomma una figura che non solo assomma competenze informatiche e disciplinari, ma qualcosa in più: deve essere in grado di cogliere e sviluppare le nuove capacità relazionali permesse dai nuovi strumenti, ed utilizzarle al meglio per migliorare l’apprendimento degli studenti.

Vedremo nella prossimo articolo proprio tale aspetto nelle parole degli e-tutor Abacus
Ma è infine da sottolineare, e i commenti dei docenti ne saranno una prova, come la competenza dell’e-tutor vada però coniugata con un efficiente coordinamento per la natura dei corsi ed un sistema informatico semplice e flessibile, in grado di cogliere questa molteplicità di aspetti e permettere loro di agire in parallelo.

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