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E-learning e formazione, e-learning e istruzione

Concetti e modalità operative da precisare; il metodo americano e la difficoltà di un suo reale utilizzo in Italia.

a cura di: Franco Baldasso

I dati più recenti delle analisi di mercato condotte dalle aziende e dal Ministero dell’Istruzione confermano come l’e-learning stia prendendo spazio non solo nella formazione a distanza erogata dalle aziende, ma anche nel campo della stessa istruzione.
Lo scorso 13 marzo in un convegno a Roma sono stati presentati dall’“Osservatorio e-Learning 2006”, realizzato da AITech-Assinform con il CNIPA-Centro Nazionale per l'Informatica, i dati sul reale utilizzo dell’e-learning nel nostro paese.

Il trend di crescita nell’utilizzo dell’e-learning continua, il mondo della scuola in Italia sembra accorgersi non solo delle potenzialità delle nuove tecnologie, ma anche le specifiche declinazioni d’uso. Oltre alla scuola gli stessi enti pubblici ne stanno facendo ampio utilizzo ed il mercato sembra allargarsi senza subire arresti: secondo i dati presentati nel 2005 la spesa complessiva per l'attività di e-learning in Italia è stata di 411,9 milioni di euro, con un incremento del 12,7% sul 2004; alla fine del 2006 questa spesa si è attestata sui 479 milioni di euro con un aumento del 16,2%, migliore rispetto all'anno precedente.

Nonostante gli impegni presi dal governo sia per la scuola che per le pubbliche amministrazioni, l’impegno maggiore è tuttora sostenuto dalle aziende, che lo scorso anno hanno investito ben 373,6 milioni di euro, sui 479 complessivi.

Mondo della scuola, amministrazioni pubbliche, aziende private. 
Inutile  sottolineare come ancora una volta le applicazioni dell’e-learning parlino una lingua comune a più realtà, anzi possano parlare una molteplicità di linguaggi capaci di relazionarsi con le più disparate esigenze.
Se osserviamo le diverse tipologie dei corsi erogati con l’utilizzo dei nuovi strumenti tecnologici,  tra le aree di applicazione  troviamo  al primo posto la formazione in campo informatico- telematico (30,77%), seguita da quella giuridico-normativa (15,38%), da quella linguistica (14,10%), tecnico-specialistica (10,26%), l’area concernente l’organizzazione e la gestione del  personale (7,69%),  la comunicazione (6,41%);  quindi si collocano a pari merito le aree relative al controllo di gestione e manageriale (entrambe con il 5,13%),  seguite da quelle economico finanziarie (3,85%); in ultimo troviamo  l'attività multidisciplinare (1,28%).

Sono dati su cui riflettere attentamente, soprattutto per quanto concerne l’ambito dell’ istruzione. Non c’è dubbio che la formazione nell’area informatica possa essere più vicina ad una piena comprensione del reale utilizzo delle funzionalità e-learning, mentre la parte del leone la fanno i corsi – molto spesso proprio erogati dalle aziende – che sfruttano dell’e-learning la capacità e la possibilità di consegnare pacchetti di informazioni e di conoscenze a singoli utenti in modo veloce, flessibile e con bassissimi costi di gestione.
Il dato a nostro avviso più sconcertante è proprio quello che concerne  l’attività multidisciplinare,  ancora oggi fanalino di coda. 

La nostra esperienza nell’ambito  del recupero di anni scolastici e sostegno agli esami universitari, corsi direttamente finalizzati al superamento di esami  pubblici, ha diversamente dimostrato essere l’e-learning particolarmente efficace e innovativo sia a livello qualitativo che quantitativo. 
La multidisciplinarità è infatti un centro focale dell’istruzione pubblica, soprattutto seguendo le più recenti riforme.
Non ci stancheremo a tal proposito di sottolineare la differenza tra un corso di formazione e un corso di istruzione,  tenendo conto dell’esperienza pluriennale dei docenti e coordinatori del nostro centro didattico. 
Si  frequenta un corso di formazione, nella maggior parte dei casi, perché il datore di lavoro lo richiede, o in maniera spontanea,  per accrescere la propria professionalità. Si tratta spesso di corsi incentivati, che comunque non pregiudicano mai nulla al corsista stesso, che al termine si ritrova un attestato di frequenza  per lo più privo di  valore istituzionale.
Il corso di istruzione, invece, prevede un percorso di studi in genere piuttosto lungo e faticoso,  presuppone uno  studio organizzato,  attivo e non un ascolto passivo, un recupero  che spesso parte dalla strutturazione di un metodo, poiché lo studente deve sostenere veri e propri esami per conseguire un diploma e non solo ritirare un attestato di frequenza.
Pertanto è riscontrabile da parte  del corsista una forte motivazione, ma anche un diverso livello culturale di partenza: l’utente tipo di un corso di formazione in genere ha già conoscenze specifiche  che vuole o deve perfezionare, aggiornare, approfondire; l’utente che vuole diplomarsi, per fare un esempio concreto,  spesso parte dalla licenza media e non segue un corso specialistico attinente alle sue competenze professionali, bensì multidisciplinare e per lo più generico, e lo affronta dopo molti anni di interruzione del percorso scolastico.


Diversi  sono quindi i fattori che concorrono  al successo o all'insuccesso del corso di istruzione,  in primis la  fortissima  motivazione, soprattutto se si tratta di studenti lavoratori e adulti. Per quanto riguarda i corsi online, come i corsi erogati dal nostro centro, è fondamentale che le figure dei tutor mettano in atto  un  “sostegno motivazionale”, poiché lo sconforto e la paura di non farcela possono demotivare molto gli studenti. E’ indispensabile così anche rafforzare il concetto di “classe” virtuale, favorendo lo scambio tra studenti affinché le stesse difficoltà siano condivise e ridimensionate.
Risulta evidente a questo punto come la direzione “multidisciplinare”, il lavoro coordinato di più tutor,  siano  fondamentali per guidare lo studente e consentirgli  attivamente il  raggiungimento dei suoi obiettivi.
Una piattaforma come Pi.G.Re.Co., creata proprio da formatori, è stata progettata  appositamente per accogliere tutte le esigenze fin qui illustrate,   sfruttando le potenzialità delle nuove tecnologie, di cui la scuola pubblica, a leggere attentamente i dati attuali, non sembra essersi pienamente accorta.
I motivi sono molteplici, ma vorremmo evidenziarne uno su cui non si è ancora fatta adeguata luce. Se tra i fattori che in ambito scolastico costituiscono ostacolo all'adozione di progetti e-learning ci sono ai primi posti la diffidenza, la mancanza di gratificazione, la carenza di risorse umane e i costi di investimento (nonostante l’interesse e la curiosità dimostrata dagli studenti per queste forme innovative di apprendimento, come abbiamo più volte notato nel nostro centro), il problema – ancora una volta – è a livello qualitativo.
Le piattaforme in uso in Italia come Docebo o Moodle si rifanno a modelli e standard americani, dove una diversa tradizione culturale e scolastica e diverse esigenze formative conducono anche ad opposti obiettivi: molto spesso la stessa multidisciplinarità viene sentita (e dunque organizzata) ad un differente livello, ovvero finalizzata a nozioni ed aree di apprendimento in Italia pressoché inesistenti, o comunque sentite con peso diverso in quello che è considerato il bagaglio culturale minimo per accedere non solo all’istruzione superiore, come quella universitaria, ma anche al mondo del lavoro.

Se il peso delle materie tecniche negli Stati Uniti è esuberante rispetto a quelle umanistiche (tanto è vero che una materia come “economia domestica”, pressoché inesistente in Italia, ha un peso rilevante nella formazione secondaria), è evidente che gli strumenti informatici, e perciò le piattaforme e-learning adottate, saranno finalizzate a questi diversi compiti.
Non è un giudizio di valore, è solo un attestato di diversità: per evitare l’appiattimento su standard americani, ma anche soprattutto per utilizzare e creare uno strumento che sia veramente valido per i nostri docenti e per il contesto della nostra istruzione è necessario dunque che la piattaforma in uso segua le esigenze, ma anche i contenuti e le specifiche qualità, della nostra tradizione culturale e formativa. Carpendo da diverse strutture come quella americana quanto è necessario per renderla migliore e più flessibile.

Lo staff di AbacusWeb ha lavorato proprio su questi aspetti fondamentali nella realizzazione della piattaforma Pi.G.Re.Co., la più adatta alle esigenze concrete e alla qualità della scuola italiana, perché realizzata proprio attraverso un feedback continuo con coordinatori, programmatori, progettisti  e docenti.
Se vogliamo inoltre pensare al futuro in termini consapevoli e rivolgerci ad una scuola che sia non solo italiana, ma anche europea allo stesso tempo, le doverose specifiche che abbiamo fin qui delineato non vanno dimenticate. 
Vanno anzi riconsiderate in un progetto più ampio dove la tecnologia e-learning renda conto delle differenze armonizzandole nei diversi contesti, preservandone le specificità ed esaltandole attraverso le nuove prospettive tecnologiche. In questo senso i dati sull’utilizzo dell’e-learning in Italia possono essere incoraggianti, solo se vagliati criticamente e indirizzati attraverso lo sviluppo di una tecnologia rispondente alle caratteristiche della nostra istruzione.

Come nel caso della piattaforma Pi.G.Re.Co.

 

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