“Dall’e-learning all’e-teaching… all’I-learning! Generazioni di idee in atto ”

Ciclo di quattro articoli in merito al Convegno del 27 marzo 2008 promosso dall’AIF
“Evoluzioni dell’e-learning, reti sociali e reti di conoscenza” Quarta parte

Eccoci così giunti al quarto ed ultimo appuntamento di questo breve ciclo riguardante gli esiti del convegno “Evoluzioni dell’ e-learning, reti sociali e reti di conoscenza”,  tenutosi a Bologna il 27 marzo, promosso e oraganizzato dallì’AIF (Associazione italiana Formatori).
Come si diceva al’inizio,  nonostante il titolo del convegno, si è parlato in realtà poco di reti sociali e di conoscenza – e quando lo si è fatto ciò è avvenuto in termini più che altro critici. Si diceva anche che tale sbilanciamento non ci deve preoccuapare, in quanto indicatore di una certa maturità dei tempi: si può incominciare allora ad operare quella necessaria specializzazione di strumenti “tecno-metodologici”, che fino a pochi anni fa erano ancora euforicamente confusi tra loro, al fine di conferire chiarezza di obiettivi e sobrietà di vedute ad un campo nuovo che non ama più  essere  frainteso.
Considerata anche la vastità dei temi trattati durante l’incontro, si è scelto così di  rimandare  ad una trattazione specifica – per l’appunto,  a questo quarto ed ultimo  appuntamento -  gli argomenti (per così dire  “complementari” rispetto alla pura didattica on line) delle reti sociali e di conoscenza, avendo approfondendo nella prima  parte del ciclo le molte implicazioni  tematiche inerenti alle modalità tipicamente e-learning, semplici o applicative.

Ecco alcune opinioni emerse dalla mattinata introduttiva. Galileo Dallolio, che in tale contesto menziona giustamente la pionestica rivista “FOR” (dell’AIF) di argomento learning ed e-learning  edita fin dal ’75, si concentra su conoscenza tacita ed esplicita, con riferimenti illustri che vanno dal nipponico Nonaka all’indiano Amartya Sen, e da questo tipo di trampolino concettuale lancia la sua proposta per “alzare la mira” dei contenuti dell’apprendimento on line e con esso delle reti di conoscenza,  allargando al contempo – anzicchè restringere..!- la direzione e il verso del vettore conoscitivo. Dalle reti indiscriminate di argomenti di ogni sorta, che vanno dalla condivisione di immagini vacanziere all’invito molto gradito alla conferenza AIF financo  alla pubblicità non richiesta di  scommesse sportive, sarebbe auspicabile un utilizzo selettivo di questi potenti ma abusati strumenti comunicativi per la cultura del long life learning non  che non sia esclusivamente scolastico o lavorativo, bensì di sviluppo formativo trasversale e pieno della persona utente,  che si avvicina sempre più spesso e non a caso  a corsi “di piacere” di astronomia, filosofia, arte, feng shui, alimentazione o medicina energetica, scrittura creativa. Reti sociali, conoscitive, educative  di questo tipo, che sarebbero quindi reali e non fittizie, magari orbitanti attorno al prorpio contesto aziendale o alla proprio gruppo sportivo, contribuirebbero in ogni caso - come si evince anche dal pensiero dall’economista indiano Amartya Sen -  ad una fioritura  più completa della persona adulta che si strova inserita nelle frenetiche dinamiche economiche globali, e, nel caso dei contesti aziendali, andrebbero nella direzione di una partecipazione più consapevole, rilassata e creativa alle stesse dinamiche produttive. Dalla cultura dell’intrattenimento, insomma, all’intrattenimento di cultura!

Luigi Guerra, nel suo intervento su “Le competenze di che progetta didatticamente L’e-learning”, non ha risparmiato qualche critica all’eccessiva enfasi che viene ancora data alla cosiddetta conoscenza dal basso, con il massivo utilizzo di reti d’interazione e reti di conoscenza “improvvisate” che si traducono in più occasioni in una semplicistica consegna di quote di responsabilità dall’educatore al utente, senza un vero avanzamento di conoscenza né di  competenza metodologica da parte di quest’ultimo. E’ bene invece strutturare consapevolmente la metodologia formativa sulla base di impostazioni didattiche che siano con impianto scientifico e  corroborate a   a seguito di un sistematico perfezionamento sul campo.
Altri interventi, pur nella diversità delle prospattive adottate, sembrano convergere  con questo tipo di analisi genrale, e questo non ci sembra opportuno citarli singolarmente. Ci piacerebbe invece concludere questo articolo con un intervento per così dire “fuori dal coro”, che non rinuncia all’entusiasmo degli esordi per lo strumento delle reti sociali e reti di conoscenza, ma sceglie di approfondirne ora con lucidità e  distacco le possibili implicazioni a livello poratico-applicativo.

Parliamo dell’intervento a distanza ( tradotto dal prof. Mario Rotta) di Gilly Salmon, docente di e-learning e tecnologie per l’e-learning alla Beyond Didtance Research Alliance presso l’università di Leicester (Regno Unito). Più che illustrare le scelte teoriche e le impostazioni realtive all’e-learning adottate dall’istituto in cui insegna, la Salmon preferisce farci da cicerone nel curioso paesaggio informatico in cui vengono ad essere collocati gli elementi più significativi dall’attuale scenario reale di ricerca e di utilizzo dele applicazioni per la formazione a distanza, dando sempre molta enfasi alla dinamica interattiva e multiplinare, e quindi alle tutte quelle reti di connessione che facilitano questi processi. Per usare le sue stesse parole:” Prima di tutto vorrei mostrarvi il lavoro che stiamo facendo attualmente . Prima di tutto credo sia veramente importante mostrarvi  che crediamo sia davvero necessario lavorare insieme in gruppi multidisciplinari per essere sicuri che il futuro dell’e-learning e delle tecnologie per l’e-learning sia quanto più produttivo possibile per tutti i nostri studenti”.

Scegliamo allora di concludiamo questo breve ciclo di incontri lasciando definitivamente la parola all’appassionata docente inglese, che ci invita ad esplorare con lei un territorio affascinante, rigoglioso di opportunità e ancora in gran parte inesplorato (testo tratto dalla traduzione e trascrizione cartacea di M. Rotta, reperibile al convegno): “ Ci sono alcuni elementi che vorrei farvi notare nel paesaggio. Prima di tutto abbiamo le cascate delle opportunità (opportunity falls) e la palude dot.com (dot.com marsh) dove potrete vedere come ci siano state grandi e piccole iniziative fallite a causa dell’incapacità di comprendere l’importanza del lavorare insieme, come team. Abbiamo inoltre la giungla delle tecnologie oscure (shadowland technologies jungle) che, come potete vedere, sta prendendo sempre più piede nel tempio dellla pedagogia. E’ molto importante che noi facciamo largo tra i soffocanti rampicanti virtuali affinchè nel futuro la pedagogia e la tecnologia siano solidali nel lavoro comune al servizio dell’apprendimento degli studenti. Non possiamo poi dimenticare l’approdo finale degli studenti (learning landing), considerando che chi è nato in un’epoca digitale arriva a questo approdo carico di almeno una decina di strumenti tecnologici digitali. Proseguendo troviamo la pianura dei caccciatori (hunters’ plain) che cercano instancabilmente modi per rendere l’apprendimento più coinvolgente, più comunicativo e più interconnesso.”
Allor, forse a questo punto vale la pena di chiedersi… A quando il prossimo (e conseguenziale) appuntamento AIF sull’ universo e-learning e/o le altre galassie informatiche del’apprendimento?

Mirko Chiaramonte

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