“Dall’e-learning all’e-teaching… all’I-learning! Generazioni di idee in atto ”

Ciclo di quattro articoli in merito al Convegno del 27 marzo 2008 promosso dall’AIF "Evoluzioni dell’e-learning, reti sociali e reti di conoscenza": [B]Terza Parte[/B]

In conclusione al secondo articolo di questo mini-cicli di appuntamenti in merito al convegno AIF del 27 marzo a Bologna - “Evoluzioni dell’e-learning, reti sociali e reti di conoscenza” - abbiamo confrontato più parametri e intepretazioni rispetto al disagio vissuto dallo scenario e-learning nazionale, che si dimostra scoordinato  e lento sia pur accanto a rare punte di sperimentazione e di consapevolezza estremamente innovative, come spesso accade nel caro Stivale dei paradossi.
L’analisi del Colorni, si anticipava la scorsa volta, appare davvero pregnante, offrendoci una comprensione “comparata” di tale complesso scenario. Operiamo allora uno zoom concettuale: la formula interpretativa introdotta dal Colorni si può rappresentare, come egli stesso ha illustrato, con un triangolo a cui vertici troviamo rispettivamente i seguenti “modelli paradigmatici astratti”

  • Consorzio unico nazionale
  • Rete di consorzi (tematici o territoriali)
  • Supporto alle iniziative locali

Queste le linee di sviluppo attualmente rintracciabili; potremmo aggiungere che si tratta di un triangolo equilatero, in quanto i tre modelli paradigmatici sono idealmente equidistanti l’uno dall’altro. Ora, se in prossimità del vertice A troviamo chiaramente posizionata la Finlandia, nei pressi del vertice B individuiamo  la Francia,  vicino al C la Danimarca, e in una posizione di centralità simmetrica orizzontale ma orientata verso l’alto (chiaramente, è solo una rappresentazione grafica) troviamo la Spagna, be’ … sarebbe davvero difficile individuare il nostro Paese con una posizione stabile e chiara all’interno dello stesso grafico!!
Il problema principale individuato dall’esperto non sembra quindi quello dettato da alcune scelte malcalibrate a livello istituzionale,  economico o imprenditoriale, ma casomai a una poco pronta capacità di determinazione autonoma delle linee di sviluppo da seguire nel campo delle nuove applicazioni informatiche per la formazione e la didattica nel Paese.
Interessante anche la presentazione, da parte dello stesso docente,  del progetto “University Explorer”, un vero e proprio gioco on line che inscena un caso di intricato spionaggio scientifico interno all’ateneo e che mette in palio  il rimborso dell’iscrizione al test di ammissione del Politecnico per la squadra che saprà sbrogliare il difficile caso.
”Il gioco nasce da una duplice idea: da un lato permette di far conoscere in modo divertente ed accattivante l’organizzazione, la struttura e l’offerta didattica del Politecnico di Milano, dall’altro coinvolge i partecipanti nella logica stimolante di cooperazione e di squadra che caratterizza il metodo di studio dell’università, in un’ottica rivolta al mondo del lavoro” Troviamo spiegato nella presentazione al gioco interna al medesimo sito (www.universityexplorer.polimi.it/).

L’iniziativa, certamente da lodare, è stata fortemente voluta dallo stesso docente, il quale non nasconde un certo simpatico autocompiacimento,  ed è stata  realizzata da METID in collaborazione al Politecnico di Milano. Della mattinata va certamente segnalato anche l’intervento di Dondi, attuale presidente del SCIENTER (Centro di ricerche e servizi per la Formazione), che introduce in modo chiaro un quadro sintetico e tuttavia esaustivo le attuali prospettive internazionali dell’e-learning, fornendo al pubblico in aula una fresca visione, dall’esterno (e non dell’esterno) che in effetti mancava, capace di trasmettere l’importanza del moltiplicare i punti di vista al fine avere una visione prospettica ed efficace dell’ oggetto e-learning anche in Italia. Si concentra così sulle differenze sostanziali tra l’e-learning di scorsa generazione e ciò che lui definisce uefemisticamente, forse auspicabilmente,  i-learning, ovvero quel corpo di possibilità metodologiche nascenti che derivano dall’ esperienza evolutiva ereditata dalle prime generazioni e-learning in rapporto alle nuove evoluzioni tecnologiche e informatiche in atto: soprattutto all’alba di quell’ imponente ”acceleratore   di bit” che si appresta ad essere il sistema Web 2.0., non è più ammissibile la formazione on line “fai da te” o con piattaforme scadenti, pena l’”avvilimento della categoria” in generale. Il nuovo modello, quello dell’i-learning, allora, sarebbe per il Dondi contraddistinto da una maggiore autoconsapevolezza di mezzi, finalità e limiti, maggiore realismo e maggiore specializzazione, maggiore definizione delle competenze e della dignità professionale di tutor, coordinatori, administrators ecc., oltre da una più solida struttura metodologica, tale che la “e” compia un rotacismo vocale in “i”…   Intelligente, Innovativo, Integrato, Interpersonale, Inclusivo, Internazionale, e soprattutto l’inglese “I”, ovvero “io”, “l’io apprendo” dell’utente, il nuovo vero protagonista delle dinamiche di apprendimento on line, che diviene più responsabile dei propri processi di apprendimento non per la “mancanza di regole chiare” (virgolette mie ndr) ma in virtù di una piena consapevolezza delle nuove modalità ben definite di interazione.

Il pomeriggio del convegno è stato strutturato con un serie di cicli a scelta tra i seguenti fili tematici conduttori:

  1. “Nuove forme di apprendimento in rete”
  2. “Reti sociali ed e-learning communities” Reti sociali ed e.learning communities”
  3. “Accessibilità ed usabilità e-learning"
  4. “Professionalità e competenze per l’e-learning”

Essendo ammessa la possibilità di partecipare ad un solo gruppo di incontri, si potrà in questa sede spendere qualche parola per descrivere i tratti salienti della sessione relativa alle nuove forme di apprendimento in rete, cui si è preso parte. Moderato da Vindice Deplano, psicologo e formatore con significative esperienze nel campo della simulazione interattiva applicata all’e-learning , il ciclo si presenta certamente attraente per il suo tono “futuristico” (in alcuni momenti… “fantascientifico” ndr) nel senso della marcata proiezione in avanti, nell’attuabile della formazione a distanza piuttosto che nell’effettivamente attuale.
Le simpatiche e avveniristiche realizzazioni virtuali promosse da vari istituti bancari (Unicredito, Intesa San Paolo), chiaramente con obbiettivi vari e spesso diversi da quelli della semplice formazione, risultano certamente poco praticabili nel quotidiano ma rimangono  degni di nota per una capacità di sperimentazione che offre spunti e segnali per il domani: Unicredito esperisce modalità innovative di apprendimento collaborativo all’interno di mondi virtuali, Intesa SanPaolo e CoreConsulting addirittura lanciano un percorso di empawerment su Second Life per giovani di talento. Tutto ciò è molto bello ed entusiasmante, anche se dalle scenografiche presentazioni sembra proprio di confermare l’intuizione che  tali gruppi bancari non rappresentino l’investitore medio nel campo della formazione, né con esso condividano la maggior parte delle finalità.
Più stimolante per la “trama”, piuttosto che per gli effetti speciali, l’intervento di Orazio Miglino, professore ordinario di psicologia generale all’università di Napoli Federico II e responsabile del Laboratorio per lo Studio dei Sistemi Adattivi Naturali e Artificiali (Dipartimento di Scienze Relazionali, Università di Napoli “Federico II”), il quale lancia dei nuovi interessanti link tra i modelli artificiali di adattamento/apprendimento dei sistemi naturali e lo sviluppo di tecnologie per  il supporto dei processi di apprendimento, financo alla presa in causa di alcuni parametri propri dell’intelligenza artificiale e della robotica, aprendo così un ampia panoramica “politicamente corretta” dello scenario, volta a distinguere i vari  sviluppi  attuali da quelli attuabili e non attuabili a vari gradi di progressione.

L’incontro si è concluso alle 18:00 circa con un discorso di chiusura di Luigi Guerra e Pier Sergio Caltabiano, che avevano aperto il convegno in mattinata con i due interventi di cui si è già fatta menzione. La sensazione era quella di una giornata abbastanza piena e spesa bene, nell’ascolto di innumerevoli parole, alcune molto piene altre molto vuote, nella suggestione di scenari nuovi e immaginifici che se non altro davano la possibilità di fantasticare e di riposare un po’ la mente, nella presa di coscienza reale di una mondo vibrante, operoso e attento fatto di colleghi, “esploratori avventurosi” e specialisti attivi a vari livelli nel modo dell’e-learning, ( o i-learning, come ama definirlo il Dondi), che non ci sarebbe davvero aspettati così vari, umili e tenaci al contempo,  forti della fiducia in un settore nuovo, tecnologico e intellettualmente creativo nel contesto di un Paese come il nostro che oggi, al contrario, ci appare ogni giorno più affaticato e sfiduciato, confuso e  stordito di fronte al futuro. 


Vai all'elenco completo

Abacusweb, Immagine - Web - E-Learning
Corso Guercino, 74 - 44042 Cento (FE) Tel/Fax 051 4846468 - Email info@abacusweb.it - P.iva 04304390372 
© Copyright Abacusweb - All rights reserved

Powered by Pigreco ver. 4.412